Metti che dai dello spezino ad un genovese e per puro caso, il genovese, sia l’oste che ti accoglie, potrebbe darsi, che il genovese se ne abbia “tanticchia” a male.

Senza una meta prestabilita e con un rapido confezionamento di bagagli, siamo finiti al centro di un piccolo golfo naturale; precisamente, a levante di Punta Mesco, nella Riviera spezzina. Dove siamo? Monterosso al Mare. Provincia della Spezia, ma abitanti genovesi…

Giovanni, l’oste appunto, spiega alla Stefania, con una marcata cadenza dialettale genovese, che le genti in questo tratto di riviera, storicamente, avvertono un forte senso di vicinanza più a Genova che a La Spezia, non solo dal punto di vista dialettale ma anche da quello socio-culturale. Addirittura, reclama la sua appartenenza a “Munterussu” da generazioni.

Beh, non fa una piega. Non avendo mai sentito parlare uno spezino, figuriamoci un genovese poi, Stefania già dal nostro arrivo continua a chiedermi se quel tizio dalla strana parlata è forestiero…

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Monterosso al Mare dalla scogliera artificiale

Già… Il nostro arrivo ieri pomeriggio!

Se un monterossino le pare uno straniero, Monte-rosso sarà sicuramente in cima ad una montagna. Viaggiando a strapiombo sul mare lungo le stradine, ancora consumate dalle recenti alluvioni, il dubbio, a Stefania, sorge spontaneo: “ma, perchè scendiamo al mare se dobbiamo arrivare a Monte-rosso?”

Cavoli, avevo dimenticato di indicarle il nome esteso del paese; Monterosso al Mare!

Sì, ha il nome di un monte, ma è un piccolo borgo sito sulla scogliera più occidentale del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Il parco tutela una zona costiera dove l’uomo ha creato una vita stabile e di reciproca convivenza tra sé e la natura. I borghi e i terrazzamenti con i muri a secco sono immersi in un ambiente costiero tipicamente mediterraneo dove l’Appennino Ligure arriva dritto a picco sul mare, creando così, uno scenario veramente unico. Addirittura, nell’ormai lontano 1997, è stato inserito tra i Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

Da Punta Mesco a Punta di Montenero, si trovano cinque borghi o, come si diceva anticamente, terre: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

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Via Vittorio Emanuele, Monterosso al mare.

Il mare chiama e Salvatore risponde!

Manco il tempo di conoscere l’autentico Giovanni che mi immergo nel delizioso Borgo di pescatori. Attratto dalla brezza marina, trascino con me Stefania lungo la scogliera. Voglio trovare un punto sopraelevato; da buon montanaro, so che ci si gusta meglio il paesaggio.

A strapiombo sul mare, un sentiero a malapena pedonale, porta verso est: “dev’essere un’ottimo punto”, dico.

Siamo usciti dalla locanda vestiti com’eravamo, non in abito da sera ma neanche attrezzati da trekking. Io porto jeans e scarpe sportive basse mentre lei: piumino, sciarpa, fascia in testa e stivali da ballo texano…

Un misto fra pista da sci e cowboy italiano; già, dovevamo andare sul Monte-rosso!

A naso, non faremo tanta strada e siccome, qua,  gli Appennini cadono a picco sul mare lo scenario che ci fa completamente rinunciare è una splendida scalinata nascosta dalla macchia mediterranea; presenta pendenze da far impallidire pure Reinhold Messner.

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Scalinata sul sentiero 02 Monterosso – Vernazza.

Cala la sera sulla riviera ligure ed il dibbattersi del mare sulle rocce aumenta d’intensità trasformandosi in un più arrogante dominio del mare. A noi, assetati di esplorazione, per ora, non rimane che girare i tacchi e visitare il, più comodo, Borgo.

Piccolo e grazioso paese di pescatori, Monterosso, conserva ancora intatte le caratteristiche di questa antica tradizione. Un tempo, si sarebbero udite voci di pescatori al rientro da interminabili giornate di pesca, oggi, si ammira solo una bisca di anziani seduti a guardare il tramonto tra una barca e l’altra, tirate a riva nella stagione del mare grosso.  A tenergli compagnia? Il fuoco. Un enorme tronco d’albero trascinato a riva dal mare acceso per l’occasione.

Esattamente in direzione opposta alla scalinata, sull’estremità del promontorio del Colle di San Cristoforo, si staglia la Torre Aurora. Imponente postazione difensiva edificata nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova per contrastare le frequenti incursioni piratesche saracene. Esatto, qua a “Munterussu”, sembra di vivere in quell’epoca; appena giri l’angolo t’aspetti d’incontrare faccia a faccia un pirata appena uscito da una delle taverne ancora in stile.

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Torre Aurora, Monterosso.

Parlando di taverne, lo stomaco di Stefania borbotta, non nascondo che anche io lancio segnali evidenti di vuoto.

Non rimane che trovare un posto dove ristorarsi a dovere in vista del viaggio di domattina, gia, dovremo arrampicare e oltrepassare la splendida scalinata che oggi ci ha fatto impallidire…

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