Non è una nave carica di turisti quella diretta alle Eolie, anzi, siamo contati sulla punta delle dita. Equipaggio incluso, saremo una cinquantina e tutti, hanno l’attenzione rivolta verso noi: Noi chi?! Ve lo spiego subito!

Quest’anno, ho una star al mio seguito: Ariel, una Labrador/Staffordshire/Corso di 8 mesi e 35 chili. Tutti sono attratti dai suoi occhi verdi acquamarina, e dal manto color cammello. Fra una lisciata di pelo ed una foto ricordo, cominciamo a scorgere la sagoma delle Isole.

L’odore di zolfo acre si fa sempre più intenso, parrebbe strano per uno che naviga, invece, senza neppure voltare lo sguardo, so per certo che stiamo attraccando a Vulcano, la prima delle Isole ad essere toccate nella rotta di navigazione. La sosta, seppur breve, lascia il tempo di scendere a qualche vecchio camion pieno di rifornimenti e ad alcuni turisti appiedati.

Lipari è là dietro, se ne scorge già il profilo oltre le fumarole delle solfatare. Anche se siamo a settembre avanzato, e la giornata volge al termine, sul pontile della nave fa caldo. Che dire, siamo sempre in Sicilia e per giunta a Vulcano, l’isola più calda dell’arcipelago.

Il cratere di Vulcano, Alicudi e Filicudi sullo sfondo.

“din-don: si avvisano i gentili passeggeri a bordo che a breve attraccheremo al porto di Lipari. I possessori di auto sono pregati di recarsi sotto coperta. din-don.”

Un’annuncio gracchiante del megafono, distoglie Ariel dall’inseguire i gabbiani sul pontile, come, se avesse capito che il viaggio è finito. Pochi minuti ancora e si apre il portello principale e qui, l’arte del turista in ferie prende possesso dei corpi che vagano per la nave.  L’approdo, sembra più una gimcana di macchine/moto/pedoni che uno sbarco e tutti, sembrano impazziti.

Che fretta c’è, sono in ferie per le prossime due settimane, poi, non ho manco programmato cosa fare stasera! Di fatti, prima di scendere, io e Ariel, facciamo il giro saluti di tutto l’equipaggio; anche qua, ormai, la chiamano tutti per nome.

Ricordate Stefania? La voce candida con cadenza settentrionale che mi aveva chiamato prima dell’imbarco a Milazzo? Bene, mi richiama per sapere se siamo arrivati in porto.

“Miiiinchia!” Mi verrebbe da esclamare.

Il punto d’arrivo è Canneto, una piccola frazione a est di Lipari, giusto due chilometri ed una galleria separano i due comuni, anzi, il Comune è uno solo, ma qui tutti ne demarcano la differenza. L’isola, ha cinque centri abitati: Lipari appunto, Canneto, Quattropani, Pianoconte e Acquacalda. Tutti messi assieme, fanno 9.000 abitanti spalmati in poco più di 35 chilometri quadrati: un sogno! Il mio sogno!

Vista sulla spiaggia di Porticello dalle cave di pomice

Mistral Residence, qui ho prenotato l’appartamento. Due ruote sulla sabbia e due sull’asfalto; attraverso la strada e sono in camera…

Eccola! Bianca come un cencio, capelli neri e fisico minuto. Stefania, quella delle telefonate, si presenta e ci accoglie a braccia aperte. Devo chiederglielo, ma mi anticipa e lo chiede prima lei…

“Salvatore è un nome locale?”

“Già, anche se abito sull’Appennino Tosco-Emiliano, sono nato e vissuto a Taormina fino agli 8 anni. E tu, mica sei di quaggiù?”

“Nooo… Io sono di Treviso, anche sei miei hanno origini liparote.”

Trucco svelato! Lei fa la stagionale, anche se alle Eolie, stagionale, vuol dire da marzo a novembre.

Stefania, non la trevigiana, quella che è con me: la marchigiana, la mia ragazza, quella delle avventure sui monti degli appennini, è già proiettata verso la spiaggia. Manco scarica le valige che si piazza al sole, con Ariel. 10 minuti e chiacchiera già con un tipo: chi è il tipo? Ve lo racconto nel prossimo episodio…

Sono passate da poco le 16 e la stanchezza accumulata dal lungo viaggio si fa sentire. Un rapido sguardo tra me ed Ariel per chi si accaparra il posto sopra le lenzuola; penso proprio che un paio d’ore di riposo mi facciano rinvigorire.


 

 

 

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