Ci sarò passato davanti centinaia, forse migliaia di volte, l’ho vista coperta da qualche impalcatura o completamente avvolta dal buio della notte, ma ha suscitato in me sempre grande fascino. Ecco a voi la Rocchetta Mattei, riaperta da poche settimane dopo un decadimento cinquantennale ed un restauro durato anni.

Sabato 29 Agosto. Caldo torrido e ferie finite, il giorno giusto per visitare la Rocchetta. Si parte, destinazione Riola di Vergato, piccolo abitato dell’Appennino Bolognese sito all’ombra del misterioso ed altrettanto intrigante Montovolo.

Vista su Montovolo e Monte Viggese
Vista su Montovolo e Monte Vigese.

Definita spesso montagna sacra, non è un segreto che Montovolo e le sue zone limitrofe fossero già abitate in epoca preistorica, Etrusca e Romana. Da quel che so, infatti, era un antichissimo centro oracolare ed è noto che miti, leggende e tradizioni popolari, spesso nascano da  fatti veramente accaduti. (per approfondire leggende Montovolo).

Questa “Alpe gemina” è isolata dai restanti monti della catena appenninica ed è quindi facilmente individuabile sia da terra che dal cielo, di fatti, dalle cime dei due monti si riesce a scrutare l’orizzonte tutto intorno senza trovare ostacoli. Questo è, a mio parere, uno dei più suggestivi panorami dell’appennino Emiliano.

Appena dietro una curva, arroccata su di un gigantesco piedistallo naturale, si staglia la Rocchetta Mattei. Costruita nella seconda metà del XIX secolo, mescola stili diversi, dal medievale al moresco. Fu la dimora del conte Cesare Mattei, letterato, politico, alchimista e medico autodidatta nonchè padre fondatore dell’elettromeopatia. Insomma, un personaggio abbastanza strambo e pittoresco, del resto, chi poteva abitare in questa zona piena di misteri e leggende se non un uomo come lui?

Conte Cesare Mattei; giovane a sinistra e adulto a destra.
Conte Cesare Mattei; giovane a sinistra e adulto a destra.

Mentre all’interno della Rocchetta il Conte conduce una vita da castellano medievale, arrivando addirittura a crearsi una corte con tanto di buffone, il castello cresceva di fama ospitando illustri personaggi che arrivavano da ogni dove per sottoporsi alle cure di Mattei. Pensate, sembra che, addirittura, siano stati ospiti della Rocchetta Ludovico III di Baviera e lo zar Alessandro II. Di sicuro, c’è che nel 1925 la struttura venne visitata in forma ufficiale dal Principe di Piemonte. Persino Dostoevskji cita il Conte ne I fratelli Karamàzov, quando fa raccontare al diavolo di essere riuscito a guarire da terribili reumatismi grazie a un libro e a delle gocce del Conte Mattei.

La guida chiama, mentre lo sguardo salta subito sull’ippogrifo che è posto a guardia dell’entrata. Varcandola si passa in un cortile scavato nella roccia, attraverso una larga e comoda scala si sale dritti al vestibolo del corpo abitato.

Sala dei novanta.
Salone dei novanta.

Intensi e armoniosi colori, la volta stellata e le pareti di verde intenso. La prima sosta avviene nel salone dei novanta, così chiamato perché il Conte Mattei avrebbe voluto tenervi un banchetto di vecchi nonagenari quando avesse raggiunta questa età. Morì, invece, prima del tempo senza aver vista la sala compiuta.

Rosone con ritratto del Conte.
Rosone con ritratto del Conte.

La luce in questo stanzone di forma esagonale viene filtrata dal rosone posto sulla porta di un balconcino. All’interno l’immagine del Conte veglia tutta la splendida struttura.

Cappella; imitazione della cattedrale di Cordova.
Volta della Cappella.

Proseguendo dalla stessa porta d’entrata, una scaletta conduce al magnifica chiesa, esatta imitazione della cattedrale di Cordova. In questa sala ci si sente come in un’altra dimensione; gli archi che farebbero invidia persino ad Escher, le colonne e i minuziosi particolari del soffitto; tutto concorre a renderla unica. Forse, questa è la sala più affascinante dell’intera Rochetta.

Cortile dei leoni.
Cortile dei leoni.

Usciti dalla stessa chiesa dopo un breve tratto di roccia scoperta, rupe e balcone allo stesso tempo, si trova il cortile dei Leoni. La parte meglio riuscita dell’intero edificio, riproduzione in scala del cortile dell’Alhambra. La famosa fortezza di Granada.

A lato del cortile dei Leoni si trova l’ingresso a una specie di vasta cantoria, che sovrasta l’interno della chiesa del castello. Entro un’arca rivestita di maioliche si trovano le spoglie di Cesare Mattei.

L’arca non riporta alcun nome, ma soltanto un’iscrizione:

« Anima requiescat in manu dei »

« Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse coi telescopi Herschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percettibili solo colle più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d’anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell’Universo! »

Uno squarcio di astronomia, che invita l’uomo a meditare sull’immensità dello spazio…

Sala della pace.
Sala della pace.

Con la mente ancora piena dall’infinito, ripassando dal cortile dei Leoni, si entra nel salone della pace, così chiamata in omaggio alla fine vittoriosa della Grande Guerra. La sensazione che si prova attraversando la piccola ma graziosa sala è proprio quella di stare in paradiso, del resto, come anticipa il nome stesso. Successivamente si passa alla sala della musica e poi nella più piccola sala verde.

Un’interessante museo dove sono conservate le mobilie e gli strumenti usati dal Conte è a pochi passi da qui, vi posto il link del sito web: http://www.cesaremattei.com/index.html

Insomma, una sorta di ospedale all’avanguardia che seguiva le filosofie elettromeopatiche del suo stravagante Conte. Purtroppo ai giorni nostri in Italia questa pratica è in disuso, quasi eretica, eppure nel resto del mondo è molto seguita ed addirittura riconosciuta al pari della medicina tradizionale. Un’altra vera eccellenza nostrana che viene disprezzata!

Potete visitare la Rocchetta tutti i sabati e domeniche dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 alla modica cifra di 7 euro. Migliori informazioni le trovate su http://www.rocchettamattei-riola.it/

© Salvatore Di Stefano

2 Replies to “All’ombra di Montovolo, il fascino moresco della Rocchetta Mattei.”

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