ITALIAFRAGILE

ITALIAFRAGILE

mobile-exhibit a cura: Di Stefano Salvatore in collaborazione con WWF YOUng

Quello che voglio mostrarvi sono una serie di mmagini che esprimono ammaliante bellezza di alcune località italiane. Tutte, però, sono accomunate da una faccia non sempre osservata: l’estrema fragilità. Bellezza e fragilità, due caratteristiche contrastanti che raccontano tristemente la nostra penisola.

Cambiamenti climatici e l’urbanizzazione sfrenata; più di sei milioni di abitanti in Italia sono a rischio alluvioni. Ben 160 km di litorale eroso dalla selvaggia urbanizzazione dal 1985 ad oggi, si arrivano addirittura a cementificare 8 mq al secondo, significa che, ogni anno, si sottrae a madre Terra una  superficie pari alla somma territoriale dei comuni di Milano e di Firenze.

Gli eventi meteorologici poi, sempre più estremi, hanno fatto il resto, segnando fortemente uno dei territori più belli d’Italia: il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Per non parlare degli incendi poi: il 72% risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. Negli ultimi 20 anni, gli incendi boschivi hanno distrutto più di 1.100.000 ettari di superficie boscata: un’estensione superiore a quella dell’Abruzzo.

Gran parte di queste aree appartengono alle rare e delicate foreste Vetuste, caratterizzate da una dinamica naturale che determina la presenza, al loro interno, di tutte le fasi di rigenerazione, compresa quella senescente. Come vedrete, un’esempio lo abbiamo proprio sul nostro Appennino, proprio dietro casa: la foresta vetusta del Parco Regionale del Corno alle Scale.

Appennino, meraviglioso e poco ascoltato. Da sempre è risaputo che tutta l’area appenninica è una zona classificata in Italia con la maggior pericolosità sismica. Un’area tanto bella quanto nota per l’alto rischio sismico, e, triste argomento che ha caratterizzato questi ultimi periodi, è il meraviglioso Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un forte colpo che minaccia, per come la intende l’uomo, la vita del Parco stesso.

Le ultime immagini che vi propongo, riguardano un posto dove la vita, quella di madre natura, regna e abbonda. Qua, oltre alla bellezza e fragilità, l’uomo condivide un rapporto d’amore e odio. Originatosi nel Quaternario, rappresenta il vulcano attivo più alto della Placca euroasiatica: con i suoi 3350 metri, ecco il Monte Etna.