Lavoro in salina. Paceco TP
Lavoro in salina. Paceco TP

Lo sguardo scorre i luoghi del sale, avanzando tra distese d’acqua immobile, attraversate qua e la da canali, mulini a vento e da montagne di sale prepotentemente bianco.

Lavoro in salina. Paceco TP
Lavoro in salina. Paceco TP

Qui è possibile camminare lungo i vialetti di fango e conchiglie che separano le vasche, salire sulla terrazza del mulino per abbracciare quello scenario umido e salmastro, e carpire i segreti di un lavoro vecchio come il mondo e che qui ancora è rimasto più o meno lo stesso da secoli.

Vialetti della salina. Paceco TP
Vialetti della salina. Paceco TP

Nella vasca salante si forma una vera e propria crosta di sale che i lavoratori delle saline frantumano inscenando una ridda di voci poetiche, di suoni antichi e di desueti canti di lavoro che aleggiano per tutta la costa della provincia trapanese. Sono voci, suoni e canti che il mare culla amorevolmente, il vento trasporta, le pale dei mulini delle saline frullano vorticosamente e il sole rende tremolanti ed evanescenti come visioni di un miraggio che, subito dopo essersi vividamente materializzate, si scompongono, svaniscono sugli “arioni”, la dove “munzidduna” di sale deposti vengono protetti da antiche “ciaramare”.

Lavoro in salina. Paceco TP
Lavoro in salina. Paceco TP

…Haiu l’occhi abbruciati du sali,
li manu sirrati du sali,
e puru ‘u suduri è di sali!
…sali e sali,muntagli di sali…
Chi vita scipita ‘nt’o sali!
[ L’OMU DI SALI – Renzino Barbera ]

http://www.salinenatura.it/?page_id=863

© Salvatore Di Stefano

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